Emanuele Bellini, il 54enne ascolano accusato di omicidio volontario e resistenza a pubblico ufficiale a seguito della lite mortale costata la vita a Niko Tacconi, da tempo soffre di gravi turbe psichiatriche: potrebbe quindi non essere imputabile.

Si terrà oggi, presso il carcere di Marino del Tronto di Ascoli Piceno, l'interrogatorio di garanzia per la convalida del fermo di Emanuele Bellini. Il 54enne ascolano accusato di omicidio volontario e resistenza a pubblico ufficiale a seguito della lite mortale costata la vita a Niko Tacconi nell'appartamento di edilizia popolare a Porta Cappuccina. L'udienza davanti al giudice per le indagini preliminari rappresenta un passaggio cruciale, non solo per la conferma della misura cautelare, ma per definire il futuro giudiziario di un uomo il cui profilo psichiatrico è già al centro del dibattito. Il cuore della vicenda legale, curata dall'avvocata Alessandra Morganti, ruota attorno a un interrogativo fondamentale: Emanuele Bellini è imputabile? La risposta determinerà se l'uomo dovrà affrontare un normale iter processuale o se, al contrario, verrà indirizzato verso una Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza).

Queste strutture, che hanno ereditato le funzioni dei vecchi ospedali psichiatrici giudiziari, prevedono l'internamento solo come misura transitoria ed eccezionale, applicabile "solo nei casi in cui sono acquisiti elementi dai quali risulti che è la sola misura idonea ad assicurare cure adeguate ed a fare fronte alla pericolosità sociale dell’infermo o seminfermo di mente".