«Sto andando a Bronte». Dice Ismaele La Vardera, prima che cada la linea. Non c'è campo. Ma può consolarsi con l’altro, il campo largo cioè, che incassa le vittorie ad Agrigento e nel feudo di Pino Firrarello e del candidato Giuseppe Castiglione. «Sì, come dicevo sto andando a Bronte, poco fa ero ad Agrigento».
Agrigento-Bronte, è la nuova via del trionfo di La Vardera?«Al massimo, è la via che ci ricorda che mandare a casa Schifani e battere il centrodestra è possibile».
Non mi dirà che non è anche un successo personale, del suo movimento.«Lo è, certamente, anche perché nessuno era pronto a scommettere un solo euro sulla vittoria del campo largo in quelle città eterne roccaforti del centrodestra. E Controcorrente ha dimostrata una volta di più di essere non solo una componente fondamentale, ma anche la locomotiva del campo progressista».
A proposito della coalizione alternativa al centrodestra, lei tempo fa annunciò la sua candidatura. Quindi è lei il candidato di quell'area?
«Io sono candidato, resto candidato, anzi, alla luce dei risultati rilancio la mia candidatura. Vede, fino a poco tempo fa, raccontavano in giro che il nostro era solo il partito dei like e dei sondaggi. Abbiamo dimostrato che siamo una forza politica in grado di vincere, anche nei posti in cui il centrosinistra non vinceva mai. E mi faccia aggiungere una cosa».













