HomeEconomiaLa ‘garanzia’ di Bper per sciogliere i dubbi a Chigi: “Valorizziamo il marchio Mps”Così il polo emiliano storicamente legato alle cooperative rosse avrebbe risposto alle preoccupazioni del governo sull’operazione in tandem con Intesa SanpaoloGianni Franco Papa, ad Bper, e Carlo Cimbri, numero uno del gruppo UnipolRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciNel grande risiko bancario che sta ridisegnando gli equilibri della finanza italiana, il vincitore più sorprendente è quello che non è nemmeno sceso in campo. Mentre Carlo Messina e Giuseppe Castagna si sfidavano a colpi di miliardi per il controllo di Montepaschi – con l’ombra di Andrea Orcel sempre pronta ad allungarsi sullo sfondo – a incassare il bottino più concreto è stata una banca che diceva di voler restare in disparte. Senza lanciare offerte, senza sborsare un euro in scalate ostili e senza esporsi in estenuanti guerre di nervi, Bper si ritrova oggi promossa a secondo polo bancario nazionale, con una dimensione di circa 40 miliardi di capitalizzazione di Borsa.
Un salto dimensionale epocale servito su un piatto d’argento, o meglio, sul tavolo verde di una scacchiera mossa da altri. Ma la fortuna, nell’alta finanza, non è mai un caso. La parabola della banca modenese è il frutto di un’architettura studiata al millimetro sull’asse tra Milano e Bologna, con una fondamentale sponda romana. L’alleanza formata da Intesa Sanpaolo e Unipol (che ha nel suo dna il mondo cooperativo dell’Emilia rossa) avrebbe infatti incassato il sostanziale placet del governo, o quantomeno l’attenzione favorevole della premier Giorgia Meloni, garantendo un elemento politicamente e industrialmente decisivo: la salvezza e la valorizzazione del brand Mps.












