“Sono onorato di far parte di questo equipaggio e, al tempo stesso, provo un profondo senso di umiltà: i miei compagni di equipaggio apportano un bagaglio di esperienze diverse e non vedo l’ora di lavorare con loro, desideroso di imparare e di contribuire il più possibile nel mio ruolo” ha commentato Parmitano, dopo l’annuncio ufficiale fatto da Jared Isaacman. “In qualità di pilota collaudatore, questa è davvero una missione da sogno, poiché potremo contribuire a testare i sistemi e a sviluppare le procedure affinché i futuri equipaggi possano spingersi più lontano e, in ultima analisi, riportare l’umanità sulla Luna”. Con la voce rotta dall’emozione, Parmitano ha salutato e ringraziato la sua famiglia, a cui ha riconosciuto il grande ruolo di supporto indispensabile. Il sospetto che “un europeo” fosse stato incluso nell’equipaggio è sorto a tutti, quando Jared Isaacman ha salutato e invitato sul palco anche Josef Aschbacher, Direttore Generale dell’Esa. “Artemis III spingerà oltre i confini delle operazioni dei veicoli spaziali in orbita. L’incarico di pilota affidato all’astronauta dell’Esa Luca Parmitano – commenta Aschbacher - riflette la profondità delle competenze europee nel volo spaziale umano e si basa sulla sua vasta esperienza operativa in situazioni di alta pressione” .L’entusiasmo ha coinvolto molti, ma non tutti. Far parte di questo equipaggio, per qualcuno, è infatti una magra consolazione: i più pessimisti pensano già al futuro, ipotizzando che agli italiani non sarà concesso di mettere “piede sulla Luna” con la missione Artemis IV. Ma ora è il momento di festeggiare il nuovo grande successo dell’Italia dello Spazio, e di AstroLuca, che comincerà ora la fase di training per affrontare al meglio questa nuova avventura fra le stelle.