Nel calcio moderno non esistono più le amichevoli. Esistono test, sgambate, simulazioni, prove generali, sedute ad alta intensità, partite a porte chiuse, partite a porte chiusissime, partite così segrete che poi finiscono sui giornali norvegesi e diventano un incidente internazionale. Il Mondiale non è ancora cominciato e già Scozia e Norvegia sono riuscite a litigare per una cosa che, in teoria, non avrebbe dovuto vedere nessuno: una partitella d’allenamento a Charlotte, North Carolina.
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La partita doveva servire soprattutto ai giocatori meno utilizzati. Una di quelle cose poco glamour ma fondamentali: novanta minuti senza pubblico, senza inni, senza televisioni, senza epica, ma solo lo staff con la cartellina, GPS sulle schiene e riserve con la missione dichiarata di ricordare al ct di esistere. Poi la Scozia ha cancellato tutto, motivando la scelta con qualche problema fisico e con la necessità di non correre rischi. Traduzione calcistica: il Mondiale è vicino, abbiamo già perso Billy Gilmour nelle amichevoli precedenti, non vogliamo rischiare di aggiungere un’altra cartella clinica prima dell’esordio iridato.













