La Commissione europea ha annunciato il 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, in quello che si presenta come un nuovo intervento mirato a colpire entrate energetiche, settore finanziario, criptovalute, commercio e capacità di elusione delle misure già in vigore.
L’annuncio è stato fatto dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che in conferenza stampa ha collegato la nuova stretta sia alla prosecuzione degli attacchi russi contro le città ucraine sia al moltiplicarsi degli incidenti nello spazio aereo e marittimo dei Paesi dell’Unione e della Nato sul fianco orientale.
“Alcuni la chiamano escalation russa. Io la vedo diversamente. È semplice e diretta: un fallimento”, ha affermato von der Leyen, sostenendo che, a oltre quattro anni dall’inizio dell’invasione su vasta scala, Mosca non sia riuscita a piegare l’Ucraina e stia pagando ora un prezzo economico e sociale sempre più elevato.
Isolare la Russia dai mercati finanziari globali
La presidente della Commissione ha citato l’inflazione russa vicina al 6%, tassi di interesse al 14,5%, aumento delle tasse, rallentamento della crescita, pressione crescente sul bilancio federale e riduzione delle entrate energetiche di circa il 40% all’inizio del 2026.












