Nello storico stabilimento di Renault a Douai, in Francia, operai e robot con gambe e braccia lavorano insieme. Siamo stati in fabbrica a conoscere Calvin-40 durante il suo 'orario di lavoro'. L'umanoide sviluppato dalla Casa della Losanga assieme a Wandercraft si dedica a spostare carichi pesanti in ambienti ristretti. Alto un metro e 70, dotato di 45 sensori, ha gambe e braccia snodate ma non la testa. Ricorda nelle forme un esoscheletro meccanico, ambito di specializzazione di Wandercaft, nel cui capitale è recentemente entrata anche Renault. Le estremità superiori sono adatte a sollevare carichi: sposta due pneumatici per volta e li pone su un nastro trasportatore, che li porterà poi a essere montati sui cerchi.
Un lavoro che può sembrare semplice, e che in fondo potrebbe essere compiuto da un qualsiasi braccio prensile. Ma se si tiene conto del sistema complesso in cui Calvin-40 agisce, la prospettiva cambia radicalmente. Infatti il suo compito non è soltanto quello di sollevare pesi - può tirar su fino a 40 kg per volta - ma è quello di muoversi in maniera perfettamente coordinata con tutte le attività della fabbrica. Sviluppato in 40 giorni, ecco il motivo del numero nel nome, è capace di tener conto di tutte le variabili che lo circondano. Si muove in spazi ristretti, senza inciampare o urtare nessuno o nulla che ha intorno. Lavora fianco a fianco con operatori umani: subito dopo di lui, infatti, il compito successivo è affidato a un operaio in carne e ossa. Compie sempre la medesima azione, ma i gesti non sono mai identici. Inoltre è in grado di mantenere l'equilibrio - capacità ereditata dagli esoscheletri - e di interpretare l'ambiente che lo circonda. È in grado di superare gradini e ostacoli. Grazie all'intelligenza artificiale comprende le istruzioni e le realizza, adattandosi alle condizioni. Se la linea di produzione subisce una variazione, ad esempio, è capace di rimodulare la propria azione.










