Perplessità, richieste di chiarimenti tecnici e procedurali. In 6 pagine fitte la Corte dei Conti a settembre scorso aveva già espresso dubbi sulla delibera al suo esame, con la quale il Cipess aveva dato il via libera al progetto del ponte sullo Stretto.
Il dossier sul Ponte passò poi nelle mani della Sezione centrale di controllo legittimità, che è l'organo collegiale che svolge il controllo preventivo, che decise ad ottobre di non ammettere al visto e alla conseguente registrazione la Delibera Cipess n. 41/2025 del Ponte sullo Stretto. Tra le motivazioni alla base della bocciatura, la violazione dell'habitat naturale, le modifiche contrattuali il mancato parere dell'Autorità di regolazione dei trasporti sul piano tariffario.
Nel documento di settembre, che era stato inviato alla presidenza del Consiglio, il magistrato istruttore Valeria Franchi aveva ricostruito la tempistica dei diversi passaggi tra le amministrazioni e aveva chiesto chiarimenti anche procedurali e tecnici esprimendo molte "perplessità": si tratta dei nodi che avevano poi portato alla decisione demandata all'organo collegiale della Corte.
La Corte già a settembre sottolineava "la necessità di acquisire chiarimenti ed elementi informativi" sulla delibera: "risulterebbe non compiutamente assolto l'onere di motivazione - scriveva - difettando, a sostegno delle determinazioni assunte dal Cipess, anche in relazione a snodi cruciali dell'iter procedimentale, una puntuale valutazione degli esiti istruttori".






