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Alessio Ribaudo

Dopo 34 anni il Mit fissa le procedure di omologazione, verifica e taratura degli apparecchi. Ma i ricorsi sulle vecchie multe potrebbero continuare: pesano 44 decisioni della Cassazione. I dubbi dei giuristi

È stato firmato oggi , dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il decreto che definisce le procedure di omologazione, verifica e taratura iniziali e periodiche, degli autovelox e di tutti gli altri dispositivi utilizzati per accertare le violazioni dei limiti di velocità. È un decreto atteso da trentaquattro anni da Comuni, prefetture, polizie locali, giudici di pace, avvocati e automobilisti. Adesso, si attende solo la «bollinatura» della Corte dei Conti e, poi, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Il ministeroIl Mit parla di un «quadro regolatorio certo e omogeneo, idoneo a superare le criticità applicative emerse nel tempo e a garantire l’affidabilità di misura degli strumenti, la tracciabilità delle operazioni tecniche e la solidità giuridico-amministrativa degli accertamenti conseguenti al loro impiego».Il ministro Salvini ha espresso «soddisfazione» con «l’obiettivo primario di garantire la massima sicurezza sulle strade senza però che il controllo si trasformi in pretesto per fare cassa a spese dei cittadini».