Ad aprile Jonathan Klinsmann si è fratturato la prima vertebra cervicale in Palermo-Cesena. Suo padre racconta i momenti difficili che hanno vissuto: “A Palermo non potevano fare niente, le sue condizioni peggioravano”
Jurgen Klinsmann può finalmente tirare un sospiro di sollievo per le condizioni di suo figlio Jonathan, portiere del Cesena che ad aprile si è fratturato la prima vertebra cervicale in uno scontro di gioco durante la partita in casa del Palermo. Da quella partita è cominciato l'incubo del tedesco che vive attualmente negli Stati Uniti con sua moglie: è volato in Europa di corsa per assistere il portiere che è stato trasportato in Germania in una clinica specializzata per essere operato, dato che in Italia non esistevano strutture adatte a questo tipo di infortuni.
Sono stati momenti di grande attenzione e solo ora che il calciatore è fuori pericolo può svelare che ha rischiato davvero grosso. Klinsmann ha raccontato cosa è successo al podcast The Overlap di Gary Neville: avrebbe dovuto registrare la puntata ad aprile, ma è stato poi bloccato dall'operazione del figlio che ha avuto la priorità su tutto. Non è stato un intervento semplice: "È stato in pericolo dal momento in cui è successo fino al momento in cui hanno potuto operarlo". Klinsmann racconta l'infortunio di suo figlio Jonathan Nella partita tra Palermo e Cesena dello scorso aprile Klinsmann è uscito dai pali per raccogliere un pallone ma è stato colpito in modo involontario da Filippo Ranocchia che gli ha causato un infortunio bruttissimo. Il portiere è rimasto disteso per qualche secondo, poi è stato soccorso dallo staff medico che lo ha aiutato a riprendersi: ha rimediato una frattura alla prima vertebra cervicale e ha rischiato davvero grosso. Suo padre ha raccontato cosa gli è accaduto: "Un centrocampista del Palermo lo ha travolto mentre era a terra, ha preso la palla, gli ha dato una ginocchiata alla nuca e gli ha rotto il collo. Ed è stata una situazione molto complicata, a Palermo l'ospedale ha detto che era troppo complicato per loro, che non potevano fare niente, era pazzesco".








