Finito sotto inchiesta per le torture ai pacifisti della Global Sumud Flotilla, il ministro israeliano Ben-Gvir risponde sprezzante paragonando l’italico stivale a una ciabatta. Le immagini che lo incriminano sono state realizzate dai soldati di Tel Aviv, non c’è trucco, non c’è inganno. Il fascicolo d’indagine, aperto a piazzale Clodio già da alcune settimane, riguarda la detenzione illegale dei marinai di pace, rapiti in acque internazionali e deportati in container fino al porto di Ashdod. Imprigionati, insultati, malmenati, scherniti mentre si trovavano a terra, inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena. Le ipotesi di reato al vaglio dei magistrati della procura di Roma sono pesantissime: tortura e sequestro di persona.
Alla notizia dell’indagine italiana, il ministro della sicurezza ha risposto con un post insultante su X subito ripreso dai media israeliani. “Il Paese dello Stivale è diventato il Paese delle ciabatte. Israele non è un sacco da boxe per un branco di bugiardi sostenitori del terrorismo che fabbricano calunnie e menzogne contro i nostri combattenti”. Combattenti che per inciso continuano a bombardare un altro paese come il Libano, dopo avere fatto della Striscia di Gaza un deserto di macerie, e lasciando mano libera ai coloni armati in Cisgiordania. Antonio Tajani, titolare della Farnesina ha usato toni netti e insolitamente duri per stigmatizzare l’uscita del collega israeliano: “Sono parole inaccettabili che rispediamo al mittente, non sono degne di un ministro. L’Italia è un Paese amico di Israele che ha sempre difeso la libertà e la democrazia e respingiamo al mittente qualsiasi offesa o tentativo di denigrare”. Ancora più chiaro il vicepremier sui suoi profili social: “Le parole di Ben Gvir dimostrano il livello politico e morale di questo signore”.










