C’è un giudice a Roma. E questa cosa a Itamar Ben Gvir non piace. Il ministro israeliano dell’estrema destra religiosa è infatti indagato per il trattamento riservato agli attivisti della Global Sumud Flotilla, a maggior ragione dopo il video pubblicato - e rivendicato - sugli abusi al porto di Ashdod, dopo il sequestro internazionale di imbarcazioni ed equipaggi della missione umanitaria.Dopo la notizia che la procura di Roma lo ha iscritto nel registro degli indagati, Ben Gvir ha attaccato duramente l’Italia, facendo ironia: "Il Paese dello Stivale è diventato il Paese delle ciabatte". "Israele - aggiunge il ministro citato dai media locali - non è un sacco da boxe per un branco di bugiardi sostenitori del terrorismo che fabbricano calunnie e menzogne contro i nostri combattenti. Non mi lascerò scoraggiare da questa o da qualsiasi altra inchiesta e continuerò a stare orgogliosamente al fianco dei nostri combattenti”.Oggi (9 giugno) gli risponde Antonio Tajani: "Respingiamo al mittente qualsiasi offesa e qualsiasi tentativo di denigrare, ma le parole pronunciate da Ben Gvir dimostrano qual è il livello politico e morale di questo signore". Poi il ministro degli Esteri torna sulle sanzioni proposte in Europa dopo il video degli abusi sugli attivisti della Flotilla: "Dopo gli inaccettabili atti compiuti ai danni degli attivisti della Global Sumud Flotilla, ho chiesto all'alto rappresentante Kallas di portare al Consiglio Affari Esteri una proposta di sanzioni nei confronti del ministro Ben Gvir, responsabile politico di quel grave atto. Non ho parole per commentare ciò che lui ha detto nei confronti dell'Italia ieri dopo aver saputo che era indagato alla Procura della Repubblica. Sono parole inaccettabili che rispediamo al mittente, non sono degne di un ministro".L'Italia, ha proseguito Tajani, "è un Paese amico di Israele che ha sempre difeso la libertà e la democrazia, ed è protagonista della pace. Respingiamo all'intente qualsiasi offesa e qualsiasi tentativo di denigrare”."Molti Paesi hanno accolto con favore la nostra proposta di sanzionarlo, a partire dalla Francia. Il ministro degli Esteri francese - ha spiegato il vicepremier - ha concordato sull'importanza di dare un segnale forte verso un ministro che non è degno di rappresentare Israele. Vedremo nei prossimi giorni se sarà possibile raggiungere un consenso in Europa, ma desidero rassicurare quest'Aula sul fatto che continueremo ad insistere per raggiungere questo obiettivo".