OspitalitàIn Italia il 50% dell’offerta è a 3 stelle. Gli operatori sono solidi ma stretti tra crescita e competizione internazionaledi Rossella Savojardo8 giugno 2026I punti chiaveOltre il 50% dell’offerta è a 3 stelleI protagonisti del settoreLa sfida dei passaggi generazionaliLa gestione diretta è il modello prevalenteNon solo extra-lusso e operatori internazionali. Il cuore del settore dell’hôtellerie italiana è composto da imprese familiari che spaziano principalmente dai 3 ai 4 stelle, fino ad arrivare ai 5 stelle di prima fascia. Pur restando meno sotto i riflettori rispetto al boom dell’ultra luxury, questi gruppi continuano a costituire la struttura portante del settore alberghiero e sono oggi protagonisti di una fase di trasformazione decisiva che mira anche a un posizionamento più alto.Oltre il 50% dell’offerta è a 3 stelleGuardando ai numeri, il mercato alberghiero nazionale è fortemente concentrato nel segmento midscale, con gli hotel a 3 stelle che rappresentano circa il 50% dell’offerta complessiva, stando all’analisi di Deloitte, per un totale di oltre 15 mila strutture. Oltre il 60% delle strutture comprese tra 3 e 4 stelle è ancora riconducibile a proprietà indipendenti o familiari: una quota nettamente superiore a quella di altri grandi mercati europei, dove il processo di brand affiliation e di consolidamento è storicamente più avanzato.Gli hotel 4 stelle coprono invece circa il 22% del mercato, mentre il segmento luxury rimane ancora relativamente contenuto, con gli hotel 5 stelle che incidono per poco più del 2 percento. Analizzando l’evoluzione dell’offerta alberghiera dal 2020 a oggi, emerge un quadro di sostanziale stabilità. Il segmento 3 stelle ha mantenuto pressoché invariato sia il numero di strutture sia il totale delle camere disponibili, segno di una domanda consolidata e di una buona capacità di adattamento del comparto anche negli anni successivi alla pandemia. Analogamente, il segmento 4 stelle ha registrato una crescita piuttosto contenuta, pari a circa l’1,5%, indicando uno sviluppo graduale e selettivo dell’offerta upscale. Gli hotel 5 stelle invece registrano una crescita del numero di strutture superiore al 6 percento. Nel complesso, il mercato italiano appare quindi caratterizzato da una forte continuità strutturale, con il segmento luxury che occupa una nicchia ridotta rispetto ai principali mercati internazionali ma con una crescita più importante nell’ultimo quinquennio.In termini di numero di strutture, gli hotel a 3 stelle sono passati dalle 14.859 strutture del 2020 alle 15.021 del 2024. Nello stesso periodo, l’offerta di fascia superiore ha registrato una crescita più decisa: gli hotel a 4 stelle sono aumentati da 6.144 a 6.639, mentre il comparto del lusso dei 5 stelle ha visto l’incremento più significativo, passando da 571 a 771 unità. Sotto il profilo geografico, nel segmento 3 stelle, l’Emilia-Romagna ha confermato il primato. Nei 4 stelle, la Lombardia ha ceduto la leadership che deteneva nel 2020 con 620 hotel a favore del Veneto, che nel 2024 è diventata la prima regione con 682 strutture. Per i 5 stelle, la classifica è stata rivoluzionata dal Lazio, che è passato dalla terza posizione del 2020 (55 hotel) al primo posto assoluto del 2024 con 109 hotel, superando la Toscana.I protagonisti del settoreI protagonisti del settore spaziano dai gruppi di maggiori dimensioni come Th Group e Hnh Hospitality fino a quelli più modesti ma presidiati da famiglie che lavorano da generazioni nel settore. È il caso dei Risatti di Blu Hotels, i Bocca di Sina Hotels, degli Zacchera, dei Roscioli e dei Vedani di Planetaria. Le strategie di crescita seguono direttrici comuni ma con approcci differenti: Th Group sta ampliando il portafoglio attraverso acquisizioni e l’ingresso nel segmento luxury, così come Hnh Hospitality che si sta sempre più posizionando sul segmento più alto. Mentre Blu Hotels e CDSHotels puntano sull’espansione dell’offerta con nuove strutture e resort, altri operatori come Zacchera Hotels e Planetaria stanno concentrando gli investimenti sulla valorizzazione degli asset esistenti, e realtà come i Roscioli rafforzano la presenza nell’hospitality attraverso boutique hotel e integrazione con la ristorazione.
Hotel, il 60% della fascia media è in mano alle famiglie: le sfide tra eredità e modelli di gestione
In Italia il 50% dell’offerta è a 3 stelle. Gli operatori sono solidi ma stretti tra crescita e competizione internazionale






