Dalla transizione energetica al turismo lento, passando per trekking, ciclabili, birdwatching, borghi, archeologia e prodotti tipici. I parchi eolici italiani non producono solo energia rinnovabile, ma possono diventare anche porte d’accesso a territori spesso lontani dalle rotte turistiche più battute, mostrando come l’innovazione possa convivere con il paesaggio e contribuire alla valorizzazione delle aree interne.

È questa la prospettiva al centro della V edizione della guida turistica Parchi del vento, realizzata da Legambiente con il contributo di Magis Energia, Erg, Fera, Rwe e il patrocinio di Anev, che sarà presentata oggi pomeriggio alle 17 a Roma, presso il Touring club italiano, in vista della Giornata mondiale del vento.

La guida mappa 34 parchi eolici in Italia, da nord a sud, raccontandoli non solo attraverso le caratteristiche tecniche degli impianti, ma anche tramite informazioni per raggiungerli, suggerimenti su percorsi e sentieri, storie e memorie dei territori, consigli su cosa visitare, dove alloggiare e dove assaporare la cucina locale.

Dall’altopiano sardo di Sa Turrina Manna ai crinali di Baselice, nel Beneventano, dall’antico tracciato dell’Appia in Puglia ai luoghi verghiani in Sicilia, il viaggio proposto da Legambiente mostra un’Italia in cui il turismo può essere “spinto dal vento”: trekking, percorsi in bici, passeggiate a cavallo, arrampicate, rafting e birdwatching diventano esperienze che permettono di conoscere da vicino anche il funzionamento dell’energia pulita.