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28 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 16:13
“Per contrastare l’emergenza climatica e migliorare le condizioni sociali del nostro Paese è fondamentale non solo far crescere la produzione da rinnovabili e rendere finalmente il nostro sistema energetico libero da carbone, petrolio e gas, escludendo l’inutile e costoso ritorno al nucleare, ma anche fare in modo che queste tecnologie portino sempre più vantaggi ai territori e alle comunità”. A parlare così in un comunicato è Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente. Ma non si limita a questo, e rincara la dose affermando “gli impianti eolici, se ben fatti e integrati con il territorio, possono essere anche un importante volano turistico”. La sua associazione ha addirittura pubblicato un volumetto dal titolo “Parchi del vento” sui parchi eolici realizzati in Italia.
Ora, tralasciamo per carità cristiana la definizione di “parchi” adattata a queste enormi pale (fino a 200 metri di altezza e pale lunghe fino e oltre i cento metri) che punteggiano soprattutto i crinali del nostro Appennino, e cerchiamo di capire come Legambiente promuova in toto queste realizzazioni. Secondo l’associazione, esse (le enormi pale, perché esistono anche le piccole ma non sono un business) attirerebbero i turisti e valorizzerebbero territori altrimenti sconosciuti. Così nella loro pagina dedicata: “L’idea di una guida turistica ai parchi eolici italiani nasce dall’obiettivo di permettere a tutti di andare a vedere da vicino queste moderne macchine che producono energia dal vento e di approfittarne per conoscere dei territori bellissimi, fuori dai circuiti turistici più frequentati”. Trovo davvero singolare questa affermazione.







