Bruxelles, 9 giu. (askanews) – La Commissione europea ha risposto in modo fermo, oggi a Bruxelles, alle accuse di Apple secondo cui l’Esecutivo comunitario applicherebbe una “interpretazione estrema” del Digital Markets Act (Dma), la normativa Ue sul mercato digitale, á tanto da non consentire per ora alla società produttrice dell’iPhone e dell’iPad di rendere disponibile per gli utenti in Europa il suo nuovo servizio di assistenza tramite l’Intelligenza Artificiale, Siri AI.

“Abbiamo visto le dichiarazioni di Apple, e qui dobbiamo rimettere le cose in chiaro (‘we need to set the records straight’, ndr): la decisione di non utilizzare Siri AI nell’Ue appartiene ad Apple e solo ad Apple: non c’è nulla nel Dma che proibisca ad Apple di introdurre nuovi prodotti nel mercato Ue”, ha affermato il portavoce per i servizi digitali della Commissione, Thomas Regnier, rispondendo ai giornalisti durante il briefing quotidiano della Commissione per la stampa, oggi a Bruxelles.

“Ciò che ad Apple non è permesso fare, come non lo è per qualunque altro ‘gatekeeper’ (le grandi piattaforme individuate dal Dma come ‘guardiani della rete’, ovvero intermediari essenziali tra le imprese e i consumatori, ndr) è chiudere il mercato. Non sta a loro – ha continuato il portavoce – decidere chi innova in Europa e scegliere quali strumenti di I.A. i cittadini possono o non possono utilizzare. E questo è precisamente il punto in cui entra in campo il Dma con i suoi obblighi di interoperabilità. Perché se vogliamo innovare, portare delle soluzioni innovative e dare più scelta ai nostri utenti, abbiamo bisogno di una concorrenza giusta e aperta tra gli sviluppatori”.