Dopo Itamar Ben Gvir, la Francia nega l’accesso nel Paese anche a Bezalel Smotrich. L’annuncio è arrivato dal ministro degli Esteri di Parigi, Jean Noel Barrot, secondo cui l’esponente dell’estrema destra religiosa israeliana “promuove attivamente l'annessione della Cisgiordania” e “rivendica apertamente” la “ricolonizzazione di Gaza”.Su X, Barrot spiega che anche a “quattro responsabili delle organizzazioni dei coloni e 21 coloni violenti” è stato vietato di entrare in Francia. Il ministro degli Esteri francese ha quindi condannato una "politica che la stragrande maggioranza della comunità internazionale, fermamente impegnata nella soluzione dei due Stati, non può accettare”.Barrot ha inoltre dichiarato di aver adottato “nuove sanzioni contro i responsabili dell'intensificazione della colonizzazione e delle violenze in Cisgiordania”, in coordinamento con il Regno Unito, il Canada, l'Australia, la Nuova Zelanda e la Norvegia, senza però fornire dettagli sulle misure o sui destinatari. Questi cinque Paesi avevano già annunciato il 10 giugno 2025 sanzioni contro Ben Gvir e Smotrich, accusandoli di “incitamento alla violenza” contro i palestinesi, in particolare in Cisgiordania. Il governo israeliano aveva allora condannato tali sanzioni, definendole “scandalose”.Prima della Francia, l’altro Paese che aveva deciso di bandire dal proprio Paese Ben Gvir e Smotrich era stata l’Irlanda. “Il loro comportamento, non solo nel contesto della Flottilla, ma anche le loro continue dichiarazioni sui palestinesi, si sono sostanzialmente tradotte nel desiderio di vedere i palestinesi eliminati dalla Palestina”, ha dichiarato il Taoiseach Micheál Martin.E l’Italia? Dopo i video con i trattamenti inumani riservati agli attivisti della Flotilla, Antonio Tajani aveva portato in Europa il tema delle sanzioni a Ben Gvir. A livello nazionale, per ora, non si è fatto niente. A Bruxelles la discussione continua - c’è ancora il veto di alcuni Paesi, tra cui la Repubblica Ceca - ed è stata rilanciata oggi dallo stesso ministro degli Esteri, dopo le parole infelici rivolte da Ben Gvir all’Italia a seguito della notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati a seguito del video diffuso sulla Flotilla.