La Francia ha vietato l’ingresso nel Paese al ministro delle Finanze di Israele, Bezalel Smotrich, nonché a quattro organizzazioni di coloni e a 21 loro esponenti violenti. L’annuncio è arrivato direttamente sui social dal ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, che ha criticato il leader del partito di estrema destra Sionismo Religioso per aver attivamente promosso l’annessione della Cisgiordania allo Stato ebraico e la “ricolonizzazione” israeliana di Gaza.
Le sanzioni contro Smotrich
“Bezalel Smotrich promuove attivamente l’annessione della Cisgiordania, che rivendica apertamente, la creazione di nuove colonie in Cisgiordania, la ricolonizzazione di Gaza, il collasso economico dell’Autorità palestinese e le sue conseguenze deleterie sulla popolazione palestinese”, ha scritto il capo della diplomazia francese sui suoi profili social. “Si tratta di una politica che la stragrande maggioranza della comunità internazionale non può accettare, restando fermamente attaccata alla soluzione dei due Stati”. D’altra parte, Smotrich è egli stesso un colono, risiedendo nell’insediamento di Kedumim, considerato illegale ai sensi del diritto internazionale.
Dopo questo provvedimento, il ministro delle Finanze di Israele non potrà più accedere al territorio francese. Già a fine maggio, l’Eliseo aveva bandito il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano e leader del partito di estrema destra Potere ebraico, Itamar Ben-Gvir, per il trattamento inumano riservato agli attivisti della Global Sumud Flotilla, sequestrati al largo dell’isola greca di Creta dalle forze armate di Israele (Idf) mentre erano diretti nella Striscia di Gaza per portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese. Un episodio per cui lo stesso ministro israeliano risulta indagato dalla Procura di Roma per tortura e sequestro di persona.










