Nella classifica delle 242 regioni europee con più capacità di innovazione, l’Italia mostra una geografia ancora disomogenea che evidenzia differenze sostanziali tra Nord-Centro e Sud: è quanto evidenzia l’edizione 2026 del TEHA Regional Innosystem Index 2026, lo studio curato dalla InnoTech Community di TEHA Group che mappa i territori dell’Unione Europea per capacità d’innovazione.Al vertice della classifica nazionale si posiziona la Lombardia, prima regione italiana, che si attesta al 26º posto nel contesto continentale. Seguono a distanza il Lazio al 43º posto, l’Emilia-Romagna all’82º e il Piemonte che si colloca al 99º posto, entrando così nel gruppo delle prime cento realtà europee.In questa dinamica spicca il progresso compiuto dal Veneto, autore di un avanzamento di dodici posizioni che permette al territorio di raggiungere il 106º posto in Europa.La spinta propulsiva delle aree settentrionali contrasta con la stagnazione del Mezzogiorno, le cui regioni rimangono relegate nelle retrovie della classifica continentale.Il rapporto evidenzia come le performance dei distretti italiani più avanzati siano sostenute principalmente dalla solidità del prodotto interno lordo, dalla consistenza dei brevetti depositati e dallo sviluppo delle infrastrutture legate ai Data Center.Al contrario la competitività complessiva del Paese viene fortemente rallentata dalle carenze riscontrate nella percentuale di laureati e ricercatori, oltre che da un punteggio critico nei macro-indicatori dedicati al talento per l’innovazione e allo sviluppo economico.Debolezze strutturali, queste, che allontanano l’ecosistema industriale italiano dai vertici europei occupati dall’ Île-de-France, che guida la classifica generale con un punteggio di 7,05, seguita da Stoccolma e dall’Hovedstaden danese.Indice degli argomenti