C’è il rischio di perdere un’intera generazione limitando, vietando o bandendo l’uso dell’IA? È possibile al tempo stesso contrastare il declino cognitivo causato dall’IA a scuola?A queste domande l’Estonia, la patria di Skype, Wise – piattaforma internazionale per il trasferimento di denaro – e Bolt – l’azienda per la mobilità presente in 45 Paesi del mondo – ha risposto in modo operativo e coerente con il suo passato di Paese altamente tecnologico e innovativo, distribuendo gratuitamente ChatGPT a quasi 20.000 studenti delle scuole superiori all’inizio del 2026.Nella nazione baltica (1,3 milioni di abitanti) è stato chiaro fin dalle prime fasi della rivoluzione dell’intelligenza artificiale che gran parte degli studenti delle scuole superiori stava già delegando i compiti scolastici ai chatbot. Invece di vietare la nuova tecnologia, il Paese ha scelto un intervento audace e apparentemente paradossale: fornire chatbot gratuiti agli studenti e ripensare i metodi di insegnamento. Sulla stessa lunghezza d’onda delle indicazioni fornite dall’Unesco Artificial intelligence in education – AI | UNESCO lo scorso anno, per cui l’intelligenza artificiale ha il potenziale per affrontare alcune delle maggiori sfide dell’istruzione odierna, innovare le pratiche di insegnamento e apprendimento e accelerare i progressi verso l’obiettivo SDG 4 dell’Agenda 2030.Indice degli argomenti