Roma, 9 giu. (askanews) – Può un’opera del Cinquecento diventare Materia viva per un artista contemporaneo? Può il concetto stesso di proprietà artistica essere ridefinito attraverso la Frammentazione in quote reali? Può una pala d’altare rinascimentale dialogare con Mick Jagger, con la cultura Pop in uno dei luoghi più simbolici della Storia dell’Arte occidentale? Sono queste le domande a seguito del nuovo progetto di B.Zarro, che è stato presentato oggi negli spazi del Casino dell’Aurora Ludovisi, uno dei luoghi più straordinari e iconici del patrimonio artistico mondiale.
Il Casino custodisce infatti il celebre “Giove, Nettuno e Plutone”, l’unico dipinto murale realizzato da Michelangelo Merisi da Caravaggio, capolavoro assoluto della pittura europea e opera unica nel percorso dell’artista lombardo. Sotto questo straordinario affresco, B.Zarro presenta il proprio intervento sul Sant’Angelo Carmelitano di Polidoro Caldara da Caravaggio, detto Polidoro da Caravaggio, tra i più originali interpreti del Rinascimento e protagonista di una stagione artistica formatasi nella bottega di Raffaello. Nasce così un confronto inedito tra due artisti che condividono lo pseudonimo “Caravaggio” ma appartengono a epoche, linguaggi e visioni differenti: la transizione tra il classicismo plastico e figurativo di Polidoro e la rivoluzione antiaccademica del Merisi, che rifiuta il disegno preparatorio per dipingere direttamente il vero. Da una parte la rivoluzione figurativa di Michelangelo Merisi, che rompe gli schemi dell’Arte accademica per dipingere direttamente il vero. Dall’altra Polidoro Caldara da Caravaggio, artista del primo manierismo, sulla cui pala di altare del Sant’Angelo Caremelitano B.Zarro compie una operazione di Appropriation Art e utilizza l’opera come terreno di dialogo per il presente riattivandone i significati attraverso un linguaggio contemporaneo.








