Un’esplosione improvvisa ha scosso nel primo pomeriggio di ieri una casa di via Emanuele Filiberto, riportando al centro dell’attenzione una zona già segnata da episodi criminali e da un crescente senso di inquietudine collettiva. L’abitazione coinvolta è quella della famiglia Fava, un nucleo già noto alle forze dell’ordine per le sparatorie avvenute nel 2024, vicende che hanno portato all’arresto di due figli e del padre. Al momento della detonazione nessuno si trovava all’interno dell’immobile, un piccolo edificio a due livelli dove vivono la madre dei tre detenuti, un altro figlio, il nipotino di pochi anni e la madre del bambino. Secondo quanto riferito da alcuni residenti che si trovavano in strada, un boato violentissimo ha preceduto la fuoriuscita di fumo dal balcone, spingendo i presenti a chiamare immediatamente i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco, i carabinieri della stazione locale e gli agenti della polizia municipale, mentre in un secondo momento sono arrivati anche i carabinieri della scientifica e, secondo quanto trapelato, gli artificieri, chiamati per verificare la natura dell’esplosione. L’intera area è stata transennata e per diverse ore anche i residenti delle abitazioni vicine sono stati invitati ad allontanarsi per ragioni di sicurezza. Le operazioni di verifica e messa in sicurezza sono proseguite per tutta la notte, fino a quando, nella tarda mattinata dell’indomani, l’immobile è stato posto sotto sequestro penale, impedendo agli occupanti di farvi rientro.