Una svista nella datazione ha portato all’esportazione di un dipinto medievale poi rivelatosi di grande valore storico e artistico

Un errore di attribuzione del 2020 ha consentito l’uscita dall’Italia di un dipinto che oggi viene riconosciuto come un’importante opera del Trecento. Si tratta di un dipinto raffigurante la Madonna con bambino che, al momento della richiesta di esportazione, era stato esaminato dagli esperti del ministero della Cultura e considerato un’opera di modesto valore, attribuita alla metà dell’Ottocento. Sulla base di questa valutazione era stato rilasciato l’attestato di libera circolazione, il documento necessario per consentire la vendita e il trasferimento dell’opera all’estero. Successivamente, però, studi più approfonditi e interventi di restauro hanno portato a una conclusione completamente diversa. Il dipinto sarebbe infatti riconducibile a un Maestro del 1302, autore anonimo legato al ciclo pittorico del Battistero di Parma e figura di rilievo nell’arte medievale italiana. L‘errore sarebbe nato da una lettura sbagliata della datazione dell’opera. Il 3 infatti è stato confuso con un 8.

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