Quando lo scorso gennaio, in occasione del CES di Las Vegas, il CEO di Donut Lab Marko Lehtimäki aveva dichiarato di avere una batteria allo stato solido pronta per la produzione, tutti gli addetti ai lavori erano concordi su un aspetto: avrebbe rivoluzionato il settore, o avrebbe fatto una figuraccia colossale.

I mesi sono passati senza grosse novità, se non quelle diffuse da Donut stessa, tramite i test "indipendenti" svolti dall'istituto VTT. Le prove sembravano incoraggianti, ma un dubbio è sempre rimasto: perché VTT non ha mai parlato delle due specifiche fondamentali, ovvero la densità di oltre 400 Wh/kg e dei 100.000 cicli di scarica?

Sono le stesse domande che si è posto Ryan Inis Hughes sul suo popolare canale YouTube Ziroth. Secondo Hughes, Donut Lab, senza troppi giri di parole, si è resa protagonista di un inganno deliberato e calcolato. Ecco il video dell'inchiesta:

Hughes si è avvalso del parere di diversi esperti del mondo delle batterie, come Julian Zanau del Fraunhofer Research Institute, il dottor Yahim San della Justus-Liebig University, Tom Bicha di Leona e il dottor Yuo Hesca della Seinäjoki University of Applied Sciences. Il parere di tutti gli scienziati è unanime: si tratterebbe di una comune batteria agli ioni di litio di tipo NMC, Nichel-Manganese-Cobalto. Gli esperti sono giunti a queste conclusioni analizzando in modo più professionale le curve di tensione e di espansione, che sembrerebbero non lasciare dubbi.