Per gli studenti del liceo Monti voto 6 in condotta e tesina prima della Maturità. Il doppio standard della sinistra sulla scuola che non dice nulla sull’indottrinamento pro pal di Modena ma accusa di razzismo chi afferma "Italia agli italiani"
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Portare i bambini delle elementari ad ascoltare un indagato per terrorismo legato ad Hamas intonando “Free Palestine” va bene ma esporre uno striscione con scritto “Italia agli italiani” è “razzista”. Occupare per giorni le scuole inneggiando all’intifada è “normale dissenso” ma dire “Italia agli italiani” è “un’offesa rivolta a tutta la città”. E ancora, ripetere questo slogan è un “fallimento collettivo” ma se si cerca di falciare la folla con la propria automobile e accoltellare i passanti come avvenuto a Modena, bisogna capire il gesto perché chi lo ha compiuto ha “problemi psichici”.È quanto succede in Emilia Romagna in una regione sempre più dominata dall’ideologia di una sinistra che fa del doppio standard il suo tratto distintivo.A Cesena, durante l’ultimo giorno di lezioni al liceo ‘Monti’, due studenti hanno esposto da una delle finestre dell'istituto uno striscione con la scritta ‘L’Italia agli Italiani' dando vita a un vero e proprio caso politico.L’amministrazione comunale ha parlato di “un’offesa rivolta all’intera città” mentre il corpo docenti ha stigmatizzato il gesto affermando:“Ai nostri occhi la pronta reazione di condanna della comunità scolastica, e soprattutto di allievi e allieve, sorpassa in valore e peso la gravità del gesto compiuto da pochi. Pochi, che la scuola ha provveduto a individuare e sanzionare con gli strumenti previsti dalla normativa in vigore”.Così i due studenti che hanno esposto lo striscione, dopo essere stati accusati di “razzismo”, sono stati puniti con il 6 in condotta e l’obbligo di fare una tesina rieducativa per la maturità. Addirittura al liceo è arrivata anche la polizia alla ricerca dello striscione incriminato mentre Avs ha affermato che: “da anni assistiamo alla normalizzazione di linguaggi discriminatori, spesso con fini di propaganda politica”.







