Discorso del Papa al Parlamento di Madrid, l'affondo su aborto e eutanasia. Imbarazzo dei socialisti
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La carezza del primo giorno su pace e multilateralismo ieri si è trasformata in un pugno su aborto e eutanasia. L'atteso discorso pronunciato da Leone XIV davanti al Parlamento spagnolo si candida a diventare il più ratzingeriano di tutto il pontificato. E Pedro Sánchez, liquidato in soli venti minuti nel colloquio precedente in nunziatura apostolica, si è ritrovato ad "incassare" i colpi del Papa battendo le mani dal suo posto nell'aula del Palazzo delle Corti.Nel suo discorso, boicottato soltanto dai parlamentari del Blocco Nazionalista Galiziano e di Podemos, Prevost ha evocato la vocazione storica della Spagna a "guardare all'essere umano come a qualcosa di più di un semplice tassello dell'ordine sociale, economico o politico" e dunque come "qualcuno la cui dignità precede ogni utilità e al cui servizio è soggetta l'azione legislativa". Citando l'intervento di Benedetto XVI al Reichstag, il Papa ha detto che "la dignità inviolabile della persona umana precede ogni concessione dello Stato e non può essere subordinata a consensi sociali mutevoli o alle fluttuazioni delle maggioranze del momento". Devono essere fischiate le orecchie di Sánchez e della sua maggioranza di sinistra che ha proposto di inserire il diritto di aborto in Costituzione e di rendere più facile il ricorso all'eutanasia. Le parole del Papa sono state chiare. "Può dirsi pienamente giusta una comunità che lascia nell'ombra il bambino non ancora nato, l'anziano, il malato, chi soffre in silenzio o chi dipende interamente dalla cura degli altri?", si è chiesto aggiungendo che "la difesa della vita umana non è una questione di interesse particolare né confessionale: è una meta di civiltà". Per Leone "ogni vita umana dev'essere riconosciuta e custodita dal concepimento fino al suo naturale tramonto" e se "questa certezza si offusca, i più vulnerabili sono le prime vittime e la legge perde il suo significato più profondo: servire e proteggere ogni persona".










