Una standing ovation con applausi ininterrotti per quasi dieci minuti si leva dagli emicicli del Congresso spagnolo quando papa Leone termina il suo denso discorso davanti alle Cortes, prima volta nella storia per un Pontefice.

Eppure le parole «serene e decise», premette lo stesso Leone, non devono essere suonate tutte allo stesso modo all’orecchio della variegata composizione della Camera bassa spagnola.

Se il nuovo monito contro il riarmo in un mondo sempre più in fiamme e l’appello a non lasciare sola la Spagna di fronte al dramma migratorio sono certamente e largamente condivisi dai responsabili pubblici iberici, non è lo stesso per l’altro tema forte su cui Leone pronuncia parole nette, intervenendo in un processo legislativo non ancora concluso che potrebbe portare la Spagna ad essere il secondo Paese in Europa in cui il diritto all’aborto viene riconosciuto dalla Costituzione.

«La vita va difesa fin dal concepimento», afferma.

«Ogni guerra costituisce una dolorosa sconfitta della capacità di negoziare», esordisce Leone, «le armi possono imporre un silenzio temporaneo, ma non potranno mai costruire una pace autentica e duratura». Per questo motivo, è preoccupante che, in diverse parti del mondo e anche in Europa, si presenti nuovamente il riarmo come risposta quasi inevitabile di fronte alla fragilità dello scenario internazionale. La vera sicurezza, invece, nasce dalla giustizia, dal dialogo paziente, dal rispetto del diritto internazionale.