Per il 36enne senegalese la Procura ha chiesto l'ergastolo. Il movente, secondo l'accusa, sta nella relazione extraconiugale tra l'uomo e la nuora della vittima

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A Rimini c'è attesa per l'ultima udienza di Corte d'Assise per l'omicidio di Pierina Paganelli, uccisa a coltellate la sera del 3 ottobre 2023 nel garage di via del Ciclamino. Nonostante lo sciopero nazionale degli avvocati penalisti, il processo non subirà modifiche: Louis Dassilva, unico imputato, è infatti detenuto dal 16 giugno 2024. E oggi l'udienza è dedicata alle repliche delle difese, gli avvocati Andrea Guidi e Riario Fabbri, e della pubblica accusa, il pm Daniele Paci. Dopodiché la Corte, presieduta dal giudice Fiorella Casadei, si ritirerà in camera di consiglio per la sentenza.

Il movente e la richiesta dell'accusa

Per Dassilva l'accusa ha chiesto l'ergastolo. Durante la requisitoria in aula il 18 maggio, il pm di Rimini Daniele Paci ha sottolineato che "Pierina, una donna energica, amorevole collante della famiglia, non aveva nemici, e non meritava di morire urlando terrorizzata". Secondo la Procura, il movente del delitto starebbe nella relazione extraconiugale tra il 36enne senegalese e Manuela Bianchi, nuora di Pierina Paganelli. Il pm ha spiegato che Dassilva "ha ucciso Pierina perché non voleva che la moglie scoprisse la sua relazione extraconiugale con la nuora Manuela Bianchi".