Il cantiere della Coppa America a Bagnoli

Polveri sottili oltre i limiti, strade distrutte dai camion e cittadini in rivolta. E adesso i team dell’America’s Cup vogliono il Rione Terra.

Non c'è pace per gli abitanti di Bagnoli, alle prese coi lavori nell'ex area Italsider per ospitare la Coppa America di Vela nel 2027. I primi dati Arpac a Città della Scienza hanno confermato quello che i cittadini già temevano: una concentrazione di polveri sottili fuori controllo. Il 2 febbraio, infatti, il valore del PM10 è salito al doppio del limite, sforando i 112 µg/m³ rispetto al valore limite di 50. Anche le PM2.5, le polveri ancora più sottili e pericolose, hanno superato la soglia. Per legge è possibile superare il limite al massimo 35 volte in un anno intero e siamo solo a inizio febbraio. "La concentrazione di particolato oltre i limiti – spiega il medico Paolo Fierro di Medicina Democratica – crea irritazione alle prime vie aeree e può essere veicolo di sostanze nocive e cancerogene". Non solo. Come spiega Fierro, l'Arpac si limita a rilevare la concentrazione di polveri sottili e alcune sostanze nocive come ad esempio il toluene o il benzene, ma non rileva altri tipi di inquinanti, come ad esempio le diossine. Per gli abitanti di Bagnoli, che da quasi un secolo vivono in balia dell'inquinamento dell'ex Ilva, tanto basta per invocare l'interruzione immediata dei lavori.