ONLINE. Presentato «Musicalmente-Bergamo», un portale web per diffondere il patrimonio storico-musicale orobico. Aderiscono al progetto Comune, Fondazioni e associazioni. Gandi: un investimento nella conoscenza.
Lettura 2 min.
Al via «MusicalmenteBergamo», il portale che, nelle intenzioni, fungerà da aggregatore digitale per il patrimonio musicale cittadino, con l’obiettivo di promuoverlo e valorizzarlo, permettendone la consultazione online e rendendone più agevole quella fisica, sia per gli addetti ai lavori che per appassionati ed estimatori.
Alla base del progetto la consapevolezza del valore e della vastità del patrimonio storico-musicale bergamasco, frammentato però dalla conservazione diffusa tra le differenti istituzioni del territorio. Le stesse istituzioni che, a partire da un’idea nata nel 2024 all’interno della Biblioteca civica Angelo Mai, hanno lavorato fianco a fianco in una cordata che ha reso possibile la catalogazione digitale delle eccellenze conservate nei rispettivi archivi e fondi per poi renderli accessibili attraverso il portale «MusicalmenteBergamo», che sarà attivato e pubblicato nei prossimi giorni. Tutti i partner del progetto «Un passo importante verso una valorizzazione sempre più ampia e accessibile del nostro straordinario patrimonio musicale» per l’assessore alla Cultura Sergio Gandi, che sottolinea: «Questo progetto coinvolge le più importanti istituzioni che in città si occupano di musica, con lo scopo di creare un punto di accesso unico per cittadini, studiosi e visitatori. Grazie a questa preziosa collaborazione, Bergamo si dota di uno strumento che rende visibile e fruibile una ricchezza che appartiene alla sua stessa identità». Una cordata che vede lavorare insieme, oltre alla Biblioteca Mai nella sua declinazione musicale, ovvero la Biblioteca musicale Gaetano Donizetti, anche la Biblioteca musicale De Sabata-Ceccato della Fondazione Polli-Stoppani, la Fondazione Teatro Donizetti, il Conservatorio Gaetano Donizetti, la Società del Quartetto, l’Accademia Musicale Santa Cecilia, e le Fondazioni Mia e Maffeis. «Il sito – conclude Gandi – rappresenta un investimento nella conoscenza e nella diffusione della cultura per le generazioni presenti e future».








