Una nota sottile e soffocata esce da un flauto d’osso. Un surnay taglia l’aria con un suono netto, mentre le percussioni sovrapposte riecheggiano come passi lontani tra i villaggi di montagna.

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Suoni un tempo affidati ai pastori, ai cortei nuziali e alle comunità isolate vengono oggi registrati, digitalizzati e portati online grazie a una nuova piattaforma culturale in Uzbekistan.

La nuova iniziativa “Ohang” punta a preservare e catalogare tradizioni musicali rare, registrando strumenti e melodie rimasti a lungo fuori dalle biblioteche audio globali.

Mentre i produttori contemporanei attingono sempre più a motivi tradizionali e strumenti popolari per brani pop, hip-hop ed elettronici, molti suoni originali restano non documentati o scollegati dalle loro origini culturali.