Non poteva essere una festa, perché la stagione, dopo cinque finali scudetto consecutiva, si è chiusa anzitempo. Ma la Virtus, al Savoia, si è ritrovata per il classico rompete le righe. Tutti presenti (anche Edwards, arrivato in ritardo), a cominciare dal patron, Massimo Zanetti.

Il presidente ha ringraziato tutti, dal primo all’ultimo. Ha rivendicato l’orgoglio di questi colori e ha sottolineato come, senza infortuni, la squadra avrebbe quantomeno potuto arrivare in finale.

Sorrisi e futuro, con qualche fondo che pare aver bussato alle porte di Zanetti. Ma il presidente, che non ha mai nascosto l’idea di voler lasciare la mano, per ora non ha trovato quegli interlocutori che possano garantire al club di restare a livelli di eccellenza. E se non ci sono gruppi del genere, Zanetti andrà avanti, come ripetuto in più occasioni, fino al nuovo palazzetto (pronto a novembre). Ma, prima di lasciare, forse vorrà conquistare un altro trofeo.

Detto che, in settimana, forse, ci sarà una conferenza dello stesso patron, Zanetti ha già fissato, da tempo, il budget con i suoi più stretti collaboratori. Dall’amministratore delegato Marco Comellini al vice presidente, Giuseppe Sermasi. L’uomo operativo resterà Paolo Ronci: il direttore generale ha già iniziato a muoversi in anticipo, anche se resta il nodo allenatore. Nenad Jakovljevic, se non ci fosse stato l’esonero di Dusko Ivanovic, sarebbe stato il prescelto per la stagione che inizierà a settembre. La mancata finale ha rotto qualche equilibrio.