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Gianna Fregonara e Orsola Riva

Al via il 18 giugno con la prova di italiano. Da quest'anno all'orale si valuta anche «il grado di maturazione» del candidato che vale fino a 5 punti

Ministro che vai, Maturità che trovi. Quella varata a settembre dal ministro Giuseppe Valditara intanto cambia di nome, nel senso che torna a chiamarsi ufficialmente «esame di Maturità» e non più semplicemente «esame di Stato» come l'aveva ribattezzata la riforma Berlinguer alla fine del secolo scorso per mandare definitivamente in soffitta la vecchia Maturità istituita dalla Riforma Gentile. Ma la domanda che tutti i maturandi si fanno è un'altra: la nuova Maturità sarà più facile o più insidiosa dell'esame che hanno sostenuto i loro compagni più vecchi? E la strada per spuntare un buon voto sarà più o meno in salita?

Il nuovo colloquio su 4 materieAndiamo con ordine. La novità più importante è che all’orale non si porteranno più tutte le materie, ma solo quattro: le due degli scritti, più altre due a scelta del ministro. Al classico quest’anno toccano italiano e latino, matematica e storia. Allo scientifico italiano, matematica, storia e scienze naturali, e così via. Somiglia alla maturità post Sessantotto, con la differenza che allora le materie si sapevano ad aprile, mentre Valditara le ha rese note già a fine gennaio. Il rischio che da febbraio gli studenti abbiano cominciato a trascurare tutte le altre materie è evidente. Lo stesso ministro ha raccontato che ai suoi tempi smise di studiare matematica, che non gli piaceva, e soltanto le «minacce» della prof di dargli l'insufficienza in pagella lo convinsero a recuperare in extremis.