Quel 21° compleanno, Pio lo festeggerà durante una meritata vacanza, il prossimo 28 giugno. Lo scorso anno si era dovuto accontentare del ritiro dell'Inter, negli Stati Uniti, dove si cominciava a capire chi fosse davvero e di che materiale fosse fatto. Proprio in questi giorni era stato perfezionato il suo ritorno alla casa madre dopo due anni di prestito allo Spezia. Contro lo scetticismo di qualcuno garantiva Cristian Chivu. Lo aveva allenato nelle giovanili e da quello che si è potuto vedere lo aveva studiato con grande attenzione. Dunque tra il 20° e il 21° compleanno, Pio Esposito ha aggiunto al suo curriculum le seguenti voci: 1 scudetto, 1 Coppa Italia, 35 presenze (7 gol + 4 assist) n Serie A, 9 presenze (2 gol + 2 assist) in Champions League, 4 presenze (1 gol) in Coppa Italia. Il tutto senza essere titolare fisso e senza lamentarsi di non esserlo. Amatissimo dai compagni per la generosità senza limiti delle sue prestazioni, forse odiato (ma rispettato) dagli avversari per quella sua innata voglia di esserci sempre, anche a costo di prendere (o di dare) una legnata. Qui non servono algoritmi miracolosi. Basta guardare. Una partita qualunque di un torneo qualunque. Puntare il video sull'ingresso in campo di Pio Esposito e osservare cosa succede in campo da lì in poi.
Da Lussemburgo e Grecia solo una conferma: l'Italia del futuro non può prescindere da Pio Esposito
I due gol (in 163 minuti) sono stati la parte numericamente rilevante, ma dietro c'e un lavoro da campione che in azzurro mancava da tempo













