Ci sono ferite che si vedono subito. E altre che diventano invisibili solo a chi non vuole guardare davvero. Toddy è un cane di sette chili, uno di quelli che in strada imparano presto a sopravvivere più che a vivere. Oggi si trova in un rifugio a San Paolo, dopo essere stato salvato da una situazione di grave difficoltà: viveva tra altri cani randagi e, per la sua taglia minuta, veniva spesso aggredito. Uno di quegli attacchi gli è costato un occhio.

Una sopravvivenza pagata a caro prezzo

Dopo la ferita, Toddy è stato soccorso d’urgenza e sottoposto alle cure necessarie per salvarlo. Ha passato un periodo in clinica veterinaria, dove i medici hanno fatto tutto il possibile per stabilizzarlo e impedirgli ulteriori complicazioni. La perdita di un occhio, però, è stata inevitabile. Da quel momento, la sua storia ha cambiato direzione: da cane di strada a cane salvato, poi accolto in rifugio. Con una nuova vita davanti, ma anche con una nuova etichetta addosso.

Quando una disabilità diventa un ostacolo invisibile

Toddy è giovane, vaccinato, castrato e con un carattere descritto dai volontari come affettuoso e socievole. In condizioni normali, sarebbe un cane con ottime possibilità di adozione. Eppure, qualcosa si è fermato. La sua disabilità visiva - la mancanza di un occhio - è diventata un filtro attraverso cui molti lo hanno guardato. Non per ciò che è, ma per ciò che appare.