Ruote al posto delle zampe, ma occhi che brillano di gioia. È la scena che si è trovata davanti Shannon Tarr, fondatrice di Emotional Rescue, quando ha visto i suoi cani paralizzati correre e giocare insieme nel cortile del rifugio. Cani che un tempo erano stati abbandonati, picchiati, persino colpiti da armi da fuoco, ora scorrazzano felici, dimostrando che la resilienza e l’amore possono ribaltare anche il destino più crudele.
Una seconda possibilità
Shannon, 56 anni, vive in Minnesota e da anni si dedica a cani con gravi patologie: paralisi, traumi neurologici, malattie che renderebbero difficile anche solo immaginare una vita dignitosa. “Ho diversi cani paralizzati: uno è stato picchiato, quattro colpiti da arma da fuoco e lasciati morire da cuccioli”, racconta. “Alcuni, con il tempo, hanno persino recuperato a tal punto da non aver più bisogno della sedia a rotelle”. Accanto a loro, anche cani affetti da ipoplasia cerebellare, una condizione che compromette equilibrio e coordinazione. “Si muovono in modo goffo, ma sono felici”. E guardandoli saltellare tra l’erba, è impossibile non crederle.
Dal dolore alla gioia
Molti dei suoi ospiti arrivano dalle riserve del South Dakota, dove troppi cani vivono e muoiono senza alcuna cura. A Emotional Rescue, invece, trovano rifugio, riabilitazione e, spesso, una famiglia pronta ad adottarli. La maggior parte guarisce abbastanza da poter iniziare una nuova vita, e nel frattempo, sotto la protezione di Shannon, vivono già la loro “vita migliore”.






