HomeArezzoCronaca"Ho perso ma non mollo". Lo sconfitto in S.Agostino senza i fedelissimi del Pd: "Speravo nei civici di Donati"La resa dell’alfiere dem: "Risultato netto, ma non recrimino niente a nessuno. La sfida era difficile, il ricorso alla mia candidatura poggiava su questa base. Chi è tornato a votare ha premiato la continuità. Faremo opposizione rigorosa".La resa dell’alfiere dem: "Risultato netto, ma non recrimino niente a nessuno. La sfida era difficile, il ricorso alla mia candidatura poggiava su questa base. Chi è tornato a votare ha premiato la continuità. Faremo opposizione rigorosa".Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Francesco Ingardia
"La partita non era semplice, lo sapevamo. Forse il ricorso alla mia candidatura poggiava anche su questa valutazione". Dalla mimica facciale di Vincenzo Ceccarelli traspare una consolazione difficile, quasi impossibile, tanta è l’amarezza. Perché il coniglio dal cilindro dell’"usato sicuro" estratto dal gruppo dirigente Pd aretino non ha generato dividendi. Anzi, ha aperto a una striscia di governo cittadino quindicennale del centrodestra che si protrarrà fino, e almeno, al 2031. Anzi, non ha invogliato l’elettorato a credere alla formula comunicativa scelta in campagna elettorale. Quella del "quando c’ero io" - costituzionalmente defascistizzato, ovvio - alla presidenza della provincia, alla guida dell’assessorato regionale ai Trasporti, al timone del gruppo Pd in Regione.










