Il cassiere di un negozio di prodotti per animali avrebbe approfittato della sua posizione per intascarsi parte delle somme pagate dai clienti. Per questo era finito sotto accusa per appropriazione indebita il maceratese Fabio Sperandini. I fatti sarebbero avvenuti dal 2018 fino al giugno del 2021, quando poi l’altro socio dell’attività, insospettito, dopo aver fatto alcuni controlli, aveva deciso di chiudere i rapporti con il maceratese. Nei giorni scorsi il giudice Marika Vecchiarino del tribunale di Macerata ha condannato l’uomo a quattro mesi e al pagamento delle spese processuali per un episodio, mentre lo ha assolto per tre fatti che gli venivano contestati. È stato dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per una contestazione del 2018. Sperandini, secondo l’accusa, avrebbe fatto pagare i clienti, avrebbe aperto la procedura per emettere lo scontrino della vendita, ma poi non l’avrebbe completata, così la vendita non sarebbe stata registrata e lui avrebbe tenuto per sé il denaro. L’altro socio della ditta si sarebbe insospettito, visto che il negozio non rendeva quanto avrebbe dovuto e sembrava che mancassero alcuni articoli. Cinque gli episodi che gli erano stati contestati. Tre sarebbero avvenuti tra il 27 e il 31 gennaio 2021: riguardavano delle vendite di sette sacchi di prodotti per animali per un importo di 278,30 euro, la vendita di un cuscino per cani ed altro materiali ed, infine, la vendita di due sacchi di prodotti per animali ed un sacco di piccole dimensioni. Ma per queste tre contestazioni Sperandini è stato assolto "perché il fatto non sussiste". Condannato per un episodio avvenuto nel febbraio 2021, quando l’uomo aveva venduto tre sacchi di mangime per cani, del valore di 150 euro, la cui vendita non risultava però nel brogliaccio vendite del negozio. Era anche accusato perché una impiegata avrebbe notato più volte operazioni di registrazioni di cassa delle vendite aperte ma non concluse e in due occasioni avrebbe accertato che mancavano soldi dalla cassa. Per questo fatto il giudice ha dichiarato il non doversi procedere perché il reato è prescritto. Sperandini si era sempre detto innocente. "Attendiamo le motivazioni e faremo appello", ha detto l’avvocato Olindo Dionisi che lo difende, insieme con l’avvocato Cristina Marangoni, e che aveva chiesto l’assoluzione per assenza di prove. L’ex socio di Sperandini è assistito dall’avvocato Andrea Marchiori.
Soldi spariti nel negozio. Appropriazione indebita, condannato cassiere
Secondo l’accusa avrebbe fatto pagare i clienti senza completare la procedura di emissione dello scontrino. A insospettirsi è stato il socio dell’attività.











