Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiCon il D.M. 9 dicembre 2025, n. 221 (G.U. n. 21 del 27 gennaio 2026, in vigore dall’11 febbraio), le nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo sostituiscono il D.M. 254/2012. Per Arte e immagine, le novità non sono cosmetiche: toccano lo statuto stesso della materia, il suo rapporto con le tecniche, con il patrimonio e con il digitale. Chi scrive ha contribuito alla stesura del testo nella Commissione coordinata da Loredana Perla, e prova qui a indicarne i nodi principali.

I saperi estetici come statuto autonomo della conoscenza

La prima novità è di ordine concettuale. Le Indicazioni collocano arte e musica in un ambito formativo che il testo chiama espressamente «saperi estetici». Questa non è una formula decorativa, ma il riconoscimento che esso possiede uno statuto autonomo, accanto a quello scientifico-razionale. Questi saperi infatti, pur esprimendosi attraverso tecniche precise (le “regole dell’arte”), vivono di simboli, metafore, allusioni, e perciò valorizzano gli aspetti più “emozionali e poetici delle facoltà umane”. In termini epistemologici, siamo nel territorio del «sapere narrativo», una modalità della conoscenza che integra fatti, valori e norme attraverso racconti e immagini, complementare e irriducibile al sapere scientifico. L’arte è intrinsecamente narrativa, anche nelle forme astratte, e la scuola che rinuncia a coltivare questa intelligenza si priva di una metà del proprio orizzonte formativo.