Dopo oltre quindici anni di chiusura e un lungo periodo segnato dal degrado e dai danni del terremoto, la storica chiesa di San Leopardo si prepara finalmente a rinascere. L’annuncio è arrivato dal sindaco Emanuele Pepa durante la cerimonia di riapertura della cappella del cimitero di Chiarino, dove ha anticipato che a fine mese inizieranno i lavori di recupero, restauro e miglioramento sismico dell’edificio religioso. L’intervento potrà contare su un finanziamento di 935.858 euro, approvato nell’ambito della ricostruzione post-sisma attraverso il decreto numero 449 di maggio della Struttura commissariale. A gestire l’opera sarà la Diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, proprietaria dell’edificio. Si tratta di una notizia attesa da anni non soltanto dalla comunità religiosa, ma anche dagli studiosi, poiché San Leopardo è uno dei luoghi che più profondamente raccontano il rapporto tra la famiglia del poeta e la campagna recanatese. La chiesa venne edificata nella seconda metà dell’Ottocento per volontà dei conti Leopardi e fu progettata dall’architetto Gaetano Koch, autore di opere monumentali. Il valore di San Leopardo va ben oltre quello architettonico e artistico. La chiesa custodisce, infatti, la cripta gentilizia della famiglia Leopardi, dove riposano numerosi esponenti del casato e dove nel 2010 fu sepolta anche la contessa Anna Leopardi. Il complesso sorge accanto alla storica tenuta di San Leopardo, il cosiddetto "Buen retiro", luogo profondamente legato alla vita della famiglia e all’infanzia del poeta.