Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl bisogno di energia, nel mondo, è destinato a crescere poiché la diffusione dell’intelligenza artificiale ne richiederà grandi quantità. Come farvi fronte in modo da tutelare il più possibile l’ambiente?
Con un mix di fonti: quelle fossili (pur continuando un graduale disimpegno), incentivando le naturali, affidandosi al nucleare di nuova generazione (cercando di bruciare le tappe sulla fusione), continuando a sperimentare l’idrogeno, in modo da renderlo fruibile nel medio periodo. Quindi un tassello di questo puzzle riguarda il nucleare, sul quale l’Italia perse a suo tempo un treno importante (la tecnologia made in Italy era un fiore all’occhiello) afferrato invece, per esempio, dalla Francia, che ci ha poi venduto (e ci vende) l’energia delle centrali costruite non lontano dai nostri confini.
Di fronte alla crisi energetica e a un sistema produttivo che deve continuare a lavorare, vi è l’esigenza politica di bruciare le tappe e così ha preso forma la legge del governo a favore del nucleare, che dovrebbe però essere opportunamente accompagnata da due provvedimenti. Il primo riguarda la semplificazione dell’iter per gli impianti da fonti naturali: se non esistono problemi reali di tutela ambientale è inammissibile che occorrano anni per passare dal progetto alla sua attuazione. Bisogna rendere agile la normativa quando non vi sono impedimenti oggettivi che richiedano particolari istruttorie.















