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“Una vittoria storica”. Così oggi il premier armeno Pashinyan, a guida del governo dal 2018, ha definito il risultato delle elezioni di ieri. Il suo partito centrista filoccidentale ha ottenuto oltre il 49% dei voti, staccando entrambi partiti filorussi. La linea di Pashinyan sembra aver superato il test elettorale, sostenendo un progressivo avvicinamento dell’Armenia all’orbita europea senza però uscire da quella russa. Un equilibrio in politica estera reso necessario dalla sconfitta del 2023 contro l’Azerbaijan per il controllo della contestata regione di Nagorno-Karabakh, che ha mostrato i limiti della relazione col Cremlino. Allentare i legami con Mosca è però una sfida complessa, soprattutto se rappresenta un partner commerciale difficilmente sostituibile.
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