HomeLuccaCronacaTruffa del finto operatore di polizia: due giovani finiscono in manetteUn 27enne e un 37enne sono stati arrestati dai carabinieri a Lucca dopo che avevano tentato di raggirare cinque anziane signore dell’età compresa tra gli 82 e i 92. Presi prima della fugaI carabinieri sono riusciti a smascherare due truffatori che avevano messo nel mirino cinque anziane donne del territorioRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLucca, 9 giugno 2026 – La telefonata era sempre la stessa: un familiare coinvolto in gravi guai e la necessità di consegnare denaro e gioielli. Un copione purtroppo noto, che questa volta però si è interrotto prima del colpo finale grazie all’intervento tempestivo dei Carabinieri. È il bilancio di un’operazione che sabato scorso ha portato all’arresto di due uomini, accusati di aver tentato una serie di truffe ai danni di persone anziane tra Lucca, Barga e Cascina (Pisa).
In carcere sono finiti un 27enne di origine algerina e un 37enne italiano, entrambi residenti in provincia di Napoli, disoccupati e senza precedenti penali. L’accusa è di tentata truffa aggravata in concorso. Tutto è iniziato intorno alle 10.30, quando i militari della Sezione operativa della Compagnia di Lucca, impegnati in un servizio di prevenzione dei reati contro il patrimonio, hanno notato un suv con due persone a bordo. L’atteggiamento degli occupanti e il fatto che il veicolo risultasse noleggiato a Napoli hanno insospettito i carabinieri, che hanno deciso di seguirlo. Per diverse ore il mezzo ha circolato tra le strade dei quartieri San Marco e San Vito, fermandosi più volte nei pressi di abitazioni e parcheggi di attività commerciali. In più occasioni il 37enne è sceso dall’auto, muovendosi tra le case e consultando continuamente il telefono cellulare. Alle 14.30, mentre il suv si dirigeva verso il casello autostradale, i militari sono intervenuti con il supporto della stazione dei Carabinieri di Nozzano, bloccando il veicolo in viale Europa a Lucca. La successiva perquisizione ha portato al rinvenimento di uno smartphone con una chat WhatsApp attiva contenente un elenco di indirizzi, poi riscontrati anche su Google Maps. Gli approfondimenti investigativi hanno permesso di ricostruire cinque tentativi di truffa avvenuti nella stessa mattinata.











