Gli atleti sono settanta e formano quattro squadre di livelli diversi. Tredici gli allenatori, tutti volontari. Al via a Treviso dal 12 giugno la tre giorni alla Ghirada, cittadella dello sport per tutti voluta dai fratelli Benetton: partecipano 650 atleti da tutta Europa. L’allenatore Andrea Carniato e i team solo di persone con disabilità intellettiva

La prima volta che l’insegnante di educazione fisica di suo figlio gli propose di allenare i Baskettosi, Andrea Carniato, funzionario di banca trevigiano di 58 anni ed ex semiprofessionista di pallacanestro in Serie B come ala e pivot, disse di no. «Non me la sentivo, mi sembrava un impegno troppo grande», racconta. In effetti, ai tempi, i Baskettosi (da basket + «tosi», che in veneto significa ragazzi) erano sette-otto aspiranti giocatori pieni di buona volontà, tutti con una forma di disabilità intellettiva. Ma la professoressa non si perse d’animo e riprovò anche l’anno dopo, nel 2010. In quell’occasione ebbe un’alleata inossidabile: Federica Bozzo, la moglie di Carniato. «Fu lei a convincermi, dicendo che era una cosa bellissima e che non potevo sottrarmi», va avanti lui. Da allora, i Baskettosi sono diventati settanta e formano quattro squadre di livelli diversi. Gli allenatori, tutti volontari come Andrea, sono tredici. Si allenano due volte alla settimana in due palestre di Treviso, che il Comune ha messo loro a disposizione gratuitamente. Ma il risultato tangibile più importante della loro crescita è il Torneo internazionale di basket unificato che si disputerà dal 12 al 14 giugno alla Ghirada, la cittadella sportiva voluta più di quarant’anni fa dai quattro fratelli Benetton: Luciano, Giuliana, Gilberto e Carlo. Partecipano 650 atleti e membri dello staff con 42 squadre, tredici delle quali straniere che arrivano da Belgio, Finlandia, Ungheria, Montenegro e Polonia. Cinque dei diciassette arbitri, invece, quasi tutti internazionali, vengono dagli Stati Uniti. E l’Università di Verona ha messo a disposizione cinquantadue tirocinanti che faranno da collante tra ogni squadra e l’organizzazione del torneo. Oramai le cose vengono fatte in grande: in questa edizione numero 13, infatti, c’è anche la «benedizione» degli Special Olympics Italia e degli Special Olympics Europe Eurasia. Quel primo allenamento di sedici anni fa, Andrea Carniato lo ricorda ancora. Andrea Carniato racconta: «Non è che i ragazzi avessero bene idea di come si giocasse a pallacanestro. Allora ho cominciato a fargli fare qualche esercizio con il pallone, dei tiri, una partitina, tutto molto soft. Ma se vuoi imparare a giocare bene, devi guardare chi lo sa fare. Così ho sfruttato tutte le mie conoscenze e ho trovato chi mi desse una mano: amici, ex compagni di squadra, giocatori normodotati che potessero allenarsi con noi». La filosofia di base è stata la stessa fin dal primo giorno: «Dobbiamo trattare i giocatori da persone e non da “disabili”, valorizzare le loro abilità sul campo, e non il fatto di riuscire a giocare, come se fosse un miracolo». Nemmeno quello, però, bastava: «Abbiamo dovuto creare una società sportiva, la Diversport, per permetterci di cercare degli sponsor e di essere autonomi nella gestione delle trasferte. Oggi chiediamo ai “ragazzi”, che vanno dai 15 ai 58 anni, un tesseramento annuale di cento euro. Ma tenga conto che poi hanno tutto gratis: le divise per l’allenamento, quelle per le partite, quelle di rappresentanza, i giubbotti invernali, borse, scarpe, e sono spesati di tutto quando facciamo i tornei all’estero, due volte l’anno». Il passo successivo è stato creare la società One Team, che adesso si sta occupando di lanciare una squadra di minibasket di bambini con disabilità mentale, e che, soprattutto, organizza il Torneo internazionale di basket unificato atteso fra tre giorni. «E qui mi faccia ringraziare Christian Benetton - ci tiene a puntualizzare Carniato - presidente di Verde Sport, la società della famiglia Benetton che gestisce La Ghirada, una cittadella dello sport privata, che però è aperta gratuitamente a tutta la comunità. Da cinque anni ci supportano, mettendo a disposizione i campi e lo spazio. Prima, infatti, il Torneo si faceva nelle piazze principali di Treviso, proprio come quando ero ragazzo e i Giochi della Gioventù li disputavamo in centro. Ma nel tempo siamo diventati così tanti che serviva uno spazio adeguato».Verde Sport ha accolto subito la richiesta. Questo ce lo racconta l’amministratore delegato, Enrico Castorina, a sua volta volontario e allenatore dei Baskettosi: «Da allenatore posso solo aggiungere che quello che ricevo è molto di più di quello che do. Quando mi è stato chiesto di proporre a Christian Benetton questa collaborazione non ho avuto dubbi. La Ghirada è nata con la missione di diffondere valori come l’inclusione. All’interno abbiamo campi da basket, da volley, da rugby, da golf e una piscina all’aperto. Non c’è bisogno di tessere o di carte di identità: chi vuole, porta il pallone e viene a giocare. Siamo aperti 365 giorni l’anno dalla mattina alla sera, l’unica regola è rispettare gli altri». Dall’anno scorso la società che gestisce i Baskettosi è entrata nel progetto della Academy del Treviso Basket, la società che segue il settore giovanile. Chiude Carniato: «Mio figlio maggiore, fino a poco tempo fa giocava con noi. La femmina da quando è all’estero non riesce più a darmi una mano. Ma la piccola, che ha 9 anni, non vede l’ora di cominciare».