Il governo avrà un atteggiamento "neutrale" nei confronti delle mosse su Mps. All'indomani della domenica in cui prima Bpm e poi Intesa hanno rimesso in moto il risiko bancario, più fonti dell'esecutivo chiariscono che va inquadrata solo nelle regole del mercato la partita, destinata a non essere comunque breve e seguita con grande attenzione fin dalle prime battute in tutti i suoi risvolti. Riflessioni accompagnate dalla soddisfazione per aver "risanato e reso appetibile per soggetti di primo livello" l'istituto senese. La rivendica in primis Giorgia Meloni che nel 2022, poco dopo l'approdo a Palazzo Chigi, denunciò la gestione "abbastanza pessima" della banca, "con decine di miliardi spesi a carico dei contribuenti".

La prima reazione ufficiale è una nota del Mef, che "prende atto delle iniziative su Mps, di cui è stato informato, che riconoscono la valorizzazione della banca risollevata da una posizione pre-fallimentare". Poi arriva la breve ma significativa la risposta di Giancarlo Giorgetti a un giornalista di Repubblica che domanda un giudizio sull'offerta di Intesa per Mps. "Chi paga di più...", taglia corto il ministro dell'Economia, aggiungendo: "Io l'avevo detto già tre mesi fa...". A inizio febbraio, sulle quote detenute dal Mef, chiariva: "Quando ci guadagniamo il massimo le vendiamo".