Colpo di scena nell’indagine della Procura di Roma sull'abbordaggio, nel maggio scorso, da parte delle autorità israeliane agli attivisti della Sumud Flotilla. I pm di piazzale Clodio hanno proceduto all’iscrizione nel registro degli indagati del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir, che pubblicò sui suoi profili social un video in cui lo si vede mentre rivolge parole di scherno nei confronti degli attivisti mentre erano inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena nel porto di Ashdod. L’Italia si aggiunge dunque alla Francia, che ha già aperto un’inchiesta giudiziaria formale contro il ministro israeliano: la Procura nazionale Antiterrorismo (Pnat) ha avviato un’indagine preliminare ipotizzando i reati di tortura e crimini di guerra. C'è poi la questione delle sanzioni: il primo snodo arriverà il 15 giugno, quando i ministri degli Esteri dell’Unione europea riuniti a Lussemburgo discuteranno le opzioni messe sul tavolo dall’Alta rappresentante Kaja Kallas, nel tentativo di costruire una posizione comune e vincere le resistenze ancora presenti in alcune capitali. Non di Roma, che con il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto nelle settimane scorse di procedere con le sanzioni. Ben Gvir ha «superato la linea rossa» con «atti inaccettabili», violando «i più elementari diritti umani».
Flotilla, Ben Gvir indagato a Roma per il video che sbeffeggia gli attivisti. "Italia paese delle ciabatte"
Il ministro israeliano iscritto nel registro degli indagati per i video di scherno, ipotesi di tortura e sequestro










