Intervista col presidente della Fondazione Med-Or sul nuovo equilibrio militare della guerra, dopo il "segnale molto potente" dei droni su San Pietroburgo; sul rischio di escalation incontrollata; sul filo di Londra che porta Francia, Germania e Regno Unito nel negoziato; sulla necessità che il governo Meloni tolga veti all'adesione accelerata dell'Ucraina nell'Ue, condizione "imprescindibile e decisiva" per far finire il conflitto

Aggiornato alle 20:14

Marco Minniti, presidente della Fondazione Med-Or, la lettera aperta di Volodymir Zelensky a Vladimir Putin, in realtà aveva come destinatari Donald Trump, l'Europa o le élites russe stanche di guerra?

Quella lettera è insieme un segno di forte consapevolezza e di preoccupazione. Sembrano due cose che non stanno insieme, e invece dobbiamo abituarci agli incroci nel leggere le situazioni attuali. Sul primo versante, Zelensky ha segnalato un dato per me molto importante.