Semaforo verde dalla Commissione europea al decreto FerX per nuovi “incentivi” alle fonti rinnovabili mature, che da Bruxelles definiscono «un regime italiano di aiuti di Stato da 23 miliardi di € a sostegno della produzione di energia elettrica» attraverso la costruzione di impianti che impiegano l'energia eolica onshore, l'energia solare, l'energia idroelettrica e i gas di scarico.
Si prevede che gli impianti aggiungeranno un totale di 37,15 GW di capacità di produzione di energia elettrica – pari a circa il 48% di quella attualmente installata nel Paese –, di cui 10 GW riservati agli impianti fino a 1 MW di potenza e i restanti 27,15 GW destinati agli impianti di maggiore dimensione, contribuendo a raggiungere il target del 39,4% di consumo finale lordo di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2030.
Il testo sarà ora trasmesso alla Corte dei Conti per la registrazione, passaggio che precederà la pubblicazione sul sito del Ministero. La palla passerà dunque al decreto attuativo italiano e alla definizione del calendario ufficiale delle gare, col Gestore dei servizi energetici (Gse) che punta a lanciare la prima asta già nel 2026 e altre due nel 2027: le ricadute si concentreranno in questo biennio, con un contingente atteso di 16 GW di eolico e 10 GW di fotovoltaico, a meno che non si introducano nuovi elementi d’incertezza spostando parte di questo contingente dal rodato meccanismo del FerX a quello del FerZ ancora da rodare; l’ipotesi era stata ventilata nei mesi scorsi dal ministero dell’Ambiente adducendo una preferenza per il FerZ da parte dell’Ue, che ha dato però oggi pieno via libera proprio al FerX.
