Groenlandia e Isole Chagos, apparentemente, non condividono nulla: da un lato, immense distese di ghiaccio; dall’altro spiagge di sabbia bianchissima. Cartoline da diversi meridiani e paralleli, luoghi in cui posare la mente in cerca di pace. Eppure, questi due luoghi così lontani potrebbero condividere un destino comune: diventare oggetto delle smanie di shopping di Donald Trump. Se il presidente americano ha più volte esplicitato la volontà di acquistare l’isola artica dalla Danimarca, arrivando a ventilare le maniere forti, nel caso dell’arcipelago nel mezzo dell’Oceano Indiano si tratta – per ora – soltanto di ricostruzioni a mezzo stampa, sufficienti però ad alimentare l’immagine di un Trump intenzionato a comprarsi mezzo mondo, in nome dell’America First.
A dare la notizia secondo cui la Casa Bianca starebbe valutando un piano per acquistare le Isole Chagos dalla Repubblica di Mauritius è stato, domenica, il quotidiano britannico The Telegraph. Washington non ha smentito, alimentato le preoccupazioni di Londra per una questione che già nei mesi scorsi era emersa come uno dei principali punti d’attrito tra i due alleati atlantici. Stati Uniti e Regno Unito, infatti, condividono da decenni una base militare congiunta nell’atollo di Diego Garcia, il più grande delle Chagos, una situazione che complica i piani del governo britannico di Keir Starmer di cedere la sovranità sull’arcipelago a Mauritius. La base aerea – che ebbe un ruolo strategico per Londra e Washington già durante la Guerra Fredda – è diventata sempre più importante per gli americani dopo l’inizio della guerra contro l’Iran. Il rifiuto iniziale di Starmer di autorizzare l’uso di Diego Garcia per le prime operazioni militari contro Teheran aveva fatto infuriare Trump, cosa che lo avrebbe spinto a valutare l’ipotesi di aggirare Londra e concludere un accordo autonomo per assumere il controllo della base e di tutto l’arcipelago.










