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Ultimo aggiornamento: 12:37

Non c’è solo la disputa sul controllo americano della Groenlandia. Mentre la Casa Bianca va in pressing sull’isola artica, Donald Trump si inserisce in un’altra polemica geopolitica che questa volta, però, riguarda le Chagos, arcipelago nell’Oceano Indiano che viene ceduto alle isole Mauritius. Una delle sue isole, la Diego Garcia, è sede di una base militare britannica cruciale. Il capo della Casa Bianca bolla la scelta come “un atto di grande stupidità”, ma da Downing Street arriva la risposta: “Noi non comprometteremo mai la nostra sicurezza nazionale – ha detto un portavoce del governo di Londra, che assicura -. Abbiamo agito perché la base di Diego Garcia era sotto minaccia dopo che decisioni giudiziarie minavano la nostra posizione e ci avrebbero impedito di gestirla come volevamo in futuro”, prosegue il portavoce, sottolineando che l’accordo firmato lo scorso maggio con Mauritius “assicura le operazioni della base congiunta Usa-Uk a Diego Garcia per generazioni” e che era stato salutato dagli alleati, Usa compresi.

Nel mezzo del durissimo scontro translantico per la Groenlandia, Trump apre quindi un altro fronte, ed usa il ‘bazooka Chagos’ per attaccare il suo ‘alleato speciale’ Keir Starmer, perché “sta dando via, senza nessuna ragione, l’isola di Diego Garcia, sede di una base militare vitale per gli Usa”. Il tycoon non manca di collegarsi alla vicenda che sta rischiando di spaccare la Nato, affermando che “la cessione da parte del Regno Unito di un territorio estremamente importante è un atto di grande stupidità, l’ennesima di una lunga serie di ragioni per le quali la Groenlandia deve essere acquisita”. L’attacco di Trump riecheggia quelli lanciati contro il premier laburista quando lo scorso maggio ha firmato l’accordo, annunciato ad ottobre 2024, per cedere la sovranità dell’arcipelago nell’Oceano Indiano a Mauritius, mantenendo per almeno 99 anni, pagando per i primi tre anni 165 milioni di sterline all’anno, poi fino al 13mo 120 milioni e quindi un valore indicizzato all’inflazione. In realtà, l’accordo è il risultato di negoziati avviati dal governo conservatore dopo che nel 2019 la Corte di Giustizia Internazionale aveva stabilito che Londra doveva cedere le isole. Questo non ha impedito ai conservatori di attaccare l’accordo firmato dal leader laburista come “un atto di autolesionismo nazionale”.